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| FILOSOFIA – ALFREDO MOROSETTI scarica pdf
La domanda è abituale; ritorna sempre uguale di epoca in epoca, la risposta è ellittica. Insomma, che cos’è la filosofia? e poi, in subordine, a che cosa serve? Non entriamo nel merito, constatiamo, piuttosto, che se la domanda continua ad essere posta, le risposte trovate sono state tutte insufficienti, mediocri, probabilmente fuorvianti. E ancora, se rispondere alla domanda non si riesce, perché non lasciare stare; oppure, perché non consolarsi con la considerazione che tutto è relativo e che, perciò, ogni punto di riferimento dato per scontato vale quello che vale, e cioè soltanto il momento in cui ciò che ci è sembrato utile o comodo prenderlo per buono. Tuttavia, potremmo allora dire che quello che rimane costante, riguardo al senso della filosofia, è proprio l’eternità della domanda intorno al suo senso, ma questo circolo vizioso, se pensato in modo rigoroso, ci porta molto lontano e molto vicino al nostro tempo, dal momento che oggi, da più parti, si sostiene che la filosofia non è una teoria, non è un sistema, non è una dottrina conclusiva, bensì una pratica, un desiderio mai esaurito di rivolgere il linguaggio contro il linguaggio, affinché ci dica di più di quanto usualmente è stato educato a dire. Ma se guardiamo il problema da quest’ottica, non possiamo fare a meno di domandarci come mai la filosofia è essenzialmente, se non esclusivamente, un modo di pensare (non una disciplina, come sembrerebbe più facile dire) della cultura occidentale, se per cultura occidentale intendiamo i popoli che hanno pensato e hanno voluto vivere ‘alla greca’. Certo, speculazioni di indubbia profondità, di potente suggestione, le troviamo in India, in Cina, e possiamo dire chebuona parte della cultura teologica dell’Islam trova il suo impianto nella lettura dei testi platonici e aristotelici. Tuttavia, non c’è dubbio che quelle espressioni del sapere non sono ‘filosofia’; sono altro, e non ha nemmeno senso dire se meglio o peggio, in quanto non sono confrontabili, non appartengono allo stesso piano di realtà. E per un motivo molto semplice: perché rispondono ad un’intenzione diversa; sono mosse da una motivazione diversa.
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| PENSIERI – scarica epub
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TECNICA DI UN COLPO DI STATO – SCARICA EPUB
Alfredo Morosetti – TECNICA DI UN COLPO DI STATO
Questo scritto è un resoconto di alcuni eventi di cronaca accompagnati da elementi di analisi teorica che ritraggono le ragioni di un’operazione politica senza precedenti per raffinatezza tattica e strategica: la soppressione del sistema politico della rappresentanza, basato sui partiti di formazione e ispirazione resistenziale, da parte del sistema della non rappresentanza che detiene le effettive leve del potere: la burocrazia di stato. Più ancora, offre una spiegazione plausibile delle ragioni per cui il sistema della rappresentanza parlamentare, tollerato per quasi un cinquantennio da questo stesso apparato burocratico sia stato improvvisamente e brutalmente messo fuori gioco, quasi che solo all’inizio degli anni ’90 si avesse notizia di operazioni illegali di finanziamento dei partiti e solo allora la cosa venisse considerata assolutamente intollerabile da chi ha il compito di tutelare la legalità. Viene analizzata, inoltre, la situazione politico-istituzionale che si è creata in seguito alla formazione – probabilmente non prevista da chi ha progettato e diretto il colpo di stato – di un sistema politico bipolare, ovviamente, poiché siamo in Italia, largamente imperfetto. In particolare si mette in evidenza l’elemento che caratterizza un sistema bipolare: la personalizzazione dello scontro elettorale con la sua conseguenza precipua di definire precise responsabilità nella attuazione o meno delle promesse elettorali. Paradossalmente questa specificità tipica dei sistemi bipolari mette in grave difficoltà la stessa alta burocrazia di Stato che da sempre detiene poteri sostanziali senza dover rispondere di essi. Infatti, dovendo i politici eletti rendere conto dei risultati della loro attività non possono non entrare in conflitto con i detentori dei poteri forti, nella misura in cui questi intralciano o si contrappongono alle scelte prese nella direzione che consentirà ai politici di onorare le loro promesse e salvaguardare la propria immagine. |
MEMORIE DAL CORNICIONE DEL GRATTACIELO -SCARICA EPUB
Copyright 2003 © Dutch Comm. &Editing – via G. Banfi 4 – 2042 Milano Le quattro sezioni in cui è diviso questo lavoro sono più che altro dei vaghi segnalibro che servono a tenere vicini scritti che hanno qualche consonanza, ma in realtà si tratta di qualcosa di abbastanza pretestuoso, perché il tema di questi scritti è uno soltanto ed è consono al titolo del volume, “Memorie dal cornicione del grattacielo”. Il tema generale e ricorrente è quello infatti del guardare dall’alto di un cornicione il marciapiede laggiù in basso. Siamo al momento finale di una civilizzazione, quella laico – progressista, che ha avuto nella scienza e nella visione ingegneristica dell’agire sociale gli idoli della sua superstizione. Oggi è un serpente che ha inghiottito un puntaspilli credendolo un topo. Si dibatte, sputando e defecando sangue, la sua fine è vicina, ma come tutti i serpenti è duro a morire. Nella sua follia autodistruttiva ha cancellato il senso comune. Ha affermato che a primavera le foglie non sono verdi, che si tratta di un pregiudizio. Così allora la donna è un uomo disconosciuto, l’invertito un martire della libertà, il negro il nuovo Adamo nel Paradiso Terrestre, il nome del padre, l’odioso epiteto di un patriarca, il nome della madre, quello di una schiava volontaria che ha rinunciato a far valere i suoi diritti sociali. Accanto a tutto ciò, la mitologia di complemento, ossia la superstizione che il mercato sia libertà, il Pil l’indice di felicità di un popolo, i consumi la chiave di volta per una vita degna di essere vissuta, il piacere la motivazione che rende sensato lo sforzo di vivere. Insomma tutti gli ingredienti ideologici e le follie concettuali di una civiltà arrivata all’estremo limite delle sue possibilità e incapace di guardare se stessa con un minimo di autoironia unita al senso del tragico. Vive una tragedia, ma siccome in Europa il senso del tragico si è slabbrato e dissolto con l’istruzione obbligatoria di Stato e in USA non è mai arrivato per incompatibilità, si vive lo stato di fatto secondo canoni interpretativi, ricavati da schemi ideologici ottocenteschi. Gli unici a disposizione. Quelli della lotta per il progresso contro l’ottusa visione reazionaria delle cose; quelli del laicismo materialista contro l’odiosa insensatezza della superstizione religiosa; quelli dello sviluppo economico come panacea di ogni male e come strumento di comprensione di ogni fenomeno umano. |
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