Davanti all’ingresso del bar mi domandò se avevo qualche spicciolo. Allora ero un perbenista di senso comune. Ripetevo le solite banalità che mi sembravano così edificanti. Gli dissi: “Guarda soldi non te ne do, però se hai fame ti compro un panino“.
L’uomo mi seguì dentro il bar. Gli ordinai un panino, indicandolo col dito alla cassiera, dopo di che mi sedetti al bancone per la solita colazione, e quello, con una faccia tosta come non mai, mi chiese di aggiungere una birra, prese su tutto e venne a sedersi sul seggiolone accanto al mio lungo il bancone.
“Con facilità – disse – hanno messo un cosino nei vostri portafogli. Così adesso sanno non solo quanti bigliettoni tenete belli e stirati fra cuoio e cuoio, ma hanno anche dotato il cosino della funzione “bianchetto“ e se lo vogliono, se sembrate loro un po’ troppo turbolenti e poco rispettosi delle ingiunzioni, aprono il tappo del bianchetto e poi non vi rimangono, nel portafoglio, che fogli bianchi. Eppure dicevate di essere così attaccati ai vostri soldi.”
Ero infastidito, non sapevo se valesse la pena controbattere. Era un tizio mai visto prima, chiaramente senza un soldo e di certo molto fuori di testa. Però non dispiaceva avere permesso che mi sedesse accanto e volesse discorrere. Almeno non parlava di sport.
E così lui riprese: “Avete fatto finta di niente, avete fatto finta di credere nel progresso, di quanto vi avrebbe semplificato la vita il chip e il chop che vi hanno messo nel portafoglio. Ma io so che non è così. In cuore vostro eravate ben terrorizzati, ma il fatto è che, al fondo dei vostri coglioni da coniglio, non c’era abbastanza coraggio e allora tutti ad applaudire alla vita comoda. Sai quanto è comodo entrare in un negozio e pagare con un semplice gesto della mano. Del resto cosa d’altro c’è nella vostra vita se non comprare qualcosa?
Provai a ribattere: “In ogni caso non è un tuo problema, a quanto sembra. Cosa ti frega dei soldi degli altri? Dei tuoi ti sei già sbarazzato del problema, evitando con cura di averne anche il ricordo”.
“Si hai ragione, ma c’è un certa saggezza nel non avere soldi, specie di questi digitali. Si vive fuori della gabbia, non riescono più a tracciarti, non sanno più come trovarti, non possono più cercarti perchè non risulti più. Non sanno che esisti. E qui c’è tutto il bello della faccenda”.
“E di cosa vivi?”
“Di arte e poesia, più terra terra di quello che m’invento e che capita”.
“Immagino sia una vita del tutto confortevole”.
“Hai detto la cosa giusta, se per confortevole intendi poter battagliare ogni giorno contro il mondo a parere e a modo tuo. Pensa essere un bue attaccato ad un carro, guidato con una frusta. A sera, in stalla, la biada te la danno. Te la sei guadagnata.
Torniamo a noi. Dimmi, quanto dolore ti ha dato dovere lasciare ai vostri padroni il padronaggio di quello che vi eravate inventati essere vostro?”
Lo guardai con astio, ma anche una certa curiosità. Sentivo che quello che domandava era in fondo quello che mi domandavo anch’io: chi è il padrone della roba di cui sono il padrone? Una domanda che mai mi ero posto esplicitamente, ma che in forma contorta mi ronzava intorno da tempo. Ma il tizio incalzava e mi chiese:
”Ti sei siringato?“
Rimasi per un po’ in silenzio; non volevo rispondere poi alla fine annui con la testa e lui proseguì:
“E’ stata solo la prova generale. La prossima volta il cosino ve lo inietteranno nel sangue e poi ogni 2/3 anni dovrete rinnovarlo e se non lo rinnoverete saranno dolori.“
Rimasi in silenzio, temevo avesse ragione ma non volevo farglielo capire. Prosegue: “Se non lo rinnoverete gli anticorpi non avranno più il loro bersaglio e si scateneranno. Vi uccideranno semplicemente .”
Sapevo che aveva ragione, era quello che ormai temevo, ma non volevo farglielo intendere.
Così dissi: “Di fantasie catastrofiche e paranoiche ne ho sentite tante, ma questa mi sembra veramente la più paranoica.“
“Ma no. E’ una trovata molto semplice e molto intelligente proprio per la sua semplicità. Lo scopo è il controllo. Loro vogliono che facciate esattamente per filo e per segno tutto quello che loro vogliono. Come realizzarlo oggi non è più impossibile, ci sono tanti mezzi e marchingegni adatti, ma avrebbero dei costi astronomici. Il modo più semplice è ricattarvi e mettervi nella condizione di non avere alternative”.
“Che delirio… – provai ad obiettare”.
“Eppure è così semplice. E’ come darvi un veleno e il suo antidoto. L’unica difficoltà è convincervi della necessità di dovervi iniettare qualcosa. La grande simulazione di prova l’hanno già fatta”.
Temevo, in cuor mio, che avesse ragione. Ma non volevo rassegnarmi ad accettarlo. Eppure ero stato uno dei pochi che aveva evitato la dose, perché avevo, magari in forma confusa, fiutato qualcosa di bruciato, qualcosa che non quadrava. Così lasciai che continuasse la sua versione profetica del futuro prossimo.
“Lavorano con lena con due punteruoli da conficcare nel cranio degli indifesi. Il primo è quello egoistico: proteggiti dalle malattie. La scienza ci dà oggi il rimedio per tutto. Abbiamo finalmente un vaccino universale che cura tutto. Cancro, diabete, arteriosclerosi, Parkinson, Alzheimer … solo un ricordo. Non è un vaccino, è molto di più, interagisce con il nostro DNA e lo ripara quando comincia a fare i capricci. Il secondo punteruolo è quello che buca e trapana dove sei sciocco, dove il tuo presumere di te ti fa sentire orgoglioso di essere come sei, ossia di essere come loro ti dicono che devi essere. Così ti gonfi della retorica di fare il tuo dovere, di essere un cittadino ammodo, uno che non pensa solo a sé, ma anche a quelli che gli sono vicini e li protegge, proteggendo se stesso dai mille mali che acciaccano la vita, impedendo ai virus e schifezze varie di propagarsi. Uno insomma che può andare fiero di sé per essere un esempio di civismo e razionalità per tutti. Magari uno che non solo si buca di tutto il chimico che i chimici ti raccomandano, ma pensa in grande a come stare in salute, grazie ad una dieta sana, che lo mantiene sano e gli permette di non gravare sui costi immani della salute pubblica”.
“E cosa ci sarebbe di male, se davvero una cosa del genere fosse possibile. Se si potesse evitare la più parte delle malattie con un semplice farmaco?”
“Che sarebbe un incubo alla fine del quale ogni consesso umano sarebbe disfatto. Prova a immaginare, un mondo di centenari e oltre che non hanno più la forza nemmeno per andare in bagno da soli e fare quattro passi che dovrebbero essere accuditi giorno e notte dalla parte in forze di quella comunità di cui sono parte…. Diciamo, piuttosto, che è quello che temono”.
“Quindi, a tuo giudizio, inietterebbero, invece che un rimedio, un veleno. Ti pare plausibile una cosa del genere o non piuttosto un delirio per paranoici?”
“ Non vedrei la cosa in questi termini. O meglio il lato sanitario è secondario. L’idea della salute a man bassa è solo l’esca, non il vero bersaglio che si prefiggono. L’idea è quella di creare una dipendenza assoluta. Sei in vita, perché te lo permettiamo noi. Un po’ come progressivamente è successo in ogni ambito e relazione. Tutto quello che fai e hai, lo fai e lo hai perché noi te ne diamo il permesso. Ovunque in Europa fino ad un secolo fa chiunque poteva comprare e girare con una pistola. Prova ora. Chiunque fino a meno di un secolo fa poteva salire su di un’auto senza permesso alcuno. Prova ora. Adesso siamo persino al grottesco. Prova in montagna ad accendere un fuoco, uno di quei fuochi che i contadini accendevano sempre per bruciare la paglia dopo i raccolti. Arrivano gli sbirri e sono guai. Se vuoi accendere un fuoco, devi compilare un modulo e presentarlo alle autorità competenti che poi ti diranno se si o no. Possiedi un bosco? Prova a segare un albero, uno dei tuoi alberi, senza avere fatto domanda e chiesto il permesso. Sono multe di migliaia di euri. Hai un pollo? Prova a tirargli il collo come sempre si è fatto. Dai, prova, se non hai fatto domanda al veterinario, che te lo farà abbattere, se a suo avviso tutto è in regola, nell’apposito ambulatorio/macello comunale, vai nei guai. Prova ad entrare in città con la tua auto. Quante autorizzazioni e carte in regola devi avere ottenuto?
Adesso siamo al salto di qualità definitivo. Il controllo totale, niente più permessi, domande, autorizzazioni. Tu avrai nel sangue quel cosino salva guai e ogni due o tre anni dovrai rinnovarlo, se non lo rinnoverai, può darsi che si scarburi tutto il tuo sistema immunitario.
Loro te lo rinnoveranno a patto che tu sia stato buono e obbediente. Altrimenti … come col conto in banca. Un click e non c’è più”.
Ero strabiliato, stavo per obiettare qualcosa, ma lui proseguì:
“Una volta si diceva: siamo vivi grazie a Dio. Da domani: siamo vivi grazie a loro. Ti piace più Dio o ti piacciono più loro? Io per loro non esisto più. Qualcuno ha presentato un modulo di scomparsa e dopo un po’ ti danno per morto. Non ti cercano nemmeno più e se casualmente uno sbirro ti ferma, si presenta la patente o la carta d’identità di uno che ti assomiglia. Farla fare ha un costo, ma ne vale la pena. Come la pago? Vieni con me nel bosco e ti mostro dove crescono i tartufi”.



