NON C’È MAI TROPPA RAGIONE NELLA RAGIONE

In cosa consiste la follia ideologica  illuminista? In un paradosso logico che agli occhi anche di persone avvertite sembra invece essere una bella e purissima verità che ogni persona ragionevole dovrebbe  dare per scontata. Ma la danno per scontata perché sono vittime di un sentimentalismo che li acceca, in quanto non hanno cuore per guardare dentro l’abisso della ragione.

Il paradosso è questo. Si sostiene che se due persone facessero corretto e sincero uso della ragione non potrebbero entrare in conflitto, perché arriverebbero alle medesime conclusioni e dunque saprebbero per certo cosa tocca ad uno e cosa tocca, per giustizia, all’altro. Dunque se si attenessero alla ragione saprebbero riconoscere perfettamente i diritti e i doveri reciproci e, rimanendo fedeli alla ragione, non potrebbero rivendicare per sé alcunché che l’altro non sia certo dovergli appartenere e viceversa. Dunque il conflitto sarebbe impossibile, perché la ragione darebbe torto a chi violasse le ragioni altrui, ma questa eventualità non potrebbe mai accadere se tutti gli agenti in campo si attenessero strettamente a quanto dice la ragione. Dunque ogni conflitto è di per sé irrazionale e ingiusto. E’ quello che pensa la classe dirigente dei paesi europei, oggi intellettualmente sottosviluppati e, con essa, senza tanti giri di parole, la plebe che è dominata da questo ceto dirigente illuminista. Se tutti fossimo ragionevoli, saremmo perennemente liberi dal conflitto, giacché ogni conflitto nasce dalla violazione irrazionale da parte di qualcuno di una pretesa ragionevole dovuta ad un altro.

Il grande Giorgio Federico Guglielmo Hegel aveva triturato la logica di questo paradosso, dunque non si scopre nulla di  nuovo mostrando l’aspetto non solo illusorio, ma profondamente devastante, di questo assunto, secondo il quale il conflitto è frutto di irrazionalità, perché l’uso corretto della ragione ha per conseguenza la concordia universale.

Dove sta il paradosso logico? Nell’aver dimenticato che siamo corpi in via di disfacimento in un ambiente dotato di risorse limitate. Ovvero nell’immaginare che  siamo puri spiriti o, se si preferisce, delle semplici scorreggine intellettuali.

Siamo, io e te, in un’ isola, in lontananza sta arrivando un nave a salvarci, ma ci vorranno almeno tre giorni. Intanto qui abbiamo solo una borraccia d’acqua, se la spartiamo moriamo tutti e due, perché non è sufficiente per tutti e due. Se  la usa uno solo, questo si salverà. Allora? Allora tutti e due hanno lo stesso diritto a bere e ciascuno, se vuole restare vivo, deve impedire che l’altro beva. Come  risolvere il conflitto inevitabile?  A) Soluzione illuminista: Tiriamo a sorte, chi vince beve e l’altro guarda; B) Soluzione razionale: battiamoci chi vince vive e beve e chi muore muore.

Perché questa è la soluzione razionale? Perché chi vince è più forte e più in gamba e dunque ha più diritto  di natura a vivere che morire a causa di un dado tratto dalla sorte.

1 Comment

  1. Marco Nese

    Ma tu usi la ragione per comprendere la realtà.

    Reply ↓

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