Bisogna scrollarsi di dosso la convinzione che le vicende, almeno quelle importanti, siano la conseguenza della buona o della cattiva volontà degli attori che interpretano un ruolo sulla scena pubblica. Gli attori semplicemente recitano un copione anche quando non lo sanno. Un sistema è l’insieme strutturato delle relazioni che consentono ad un gruppo umano di stare insieme, beneficiare dei vantaggi che quel sistema offre, patire le restrizioni e i danni che implicitamente fanno da sponda ai benefici che garantisce. Più di tutto un sistema funziona perché sviluppa una certa logica, è, in ultima istanza, quella logica, ovvero quel modo di ordinare il mondo che governa e tiene insieme: persone, cose, animali e idioti.
La logica che contraddistingue un sistema è la produzione e lo sviluppo dell’ordine che lo rende saldo e insostituibile da un altro. Ad esempio il sistema tecno-industriale, che oggi domina la scena mondiale, è manifestamente insostituibile da qualsiasi altro. Nessuno saprebbe nemmeno immaginare con cos’altro lo si potrebbe rimpiazzare e, al tempo, a tutti è chiaro che un suo eventuale crollo, per qualsiasi motivo, significherebbe il caos generale e la morte certa di miliardi di persone.
Immaginiamo un sistema di fantasia la cui logica interna sia quella di dipingere i muri di giallo. A tutti coloro che sono sottoposti a questo sistema sembrerà del tutto normale che il senso della vita sia dipingere muri di giallo, farà in modo di collaborare in modo che i muri siano sempre più di un bel giallo uniforme e protesterà se per caso incontrerà dei muri ancora color grigio. Certo alcuni acuti riformatori, avranno di ridire sulla sfumatura di giallo che rilevano e proporranno un giallo più umano e più equo. Alcuni estremisti rifiuteranno invece il giallo in quanto tale e diranno che solo muri rossi renderanno tutti felici. Da osservare, in primo luogo, che nessuno rigetta la logica propria del sistema, quella di dipingere muri, ma solo un suo attributo, ovvero la scelta di un colore piuttosto che un altro. In ogni caso è certo che se il modo migliore per realizzare la logica del sistema è quella di usare il giallo per dipingere i muri, alla fine, si dovrà, anche nel caso di un’egemonia di sostenitori del rosso, passare prima o poi all’arancione fino ad arrivare all’ocra e poi lasciare perdere. Insomma nessun sistema può essere modificato dal suo interno, ovvero cancellare sul serio la sua logica sostanziale, quella che lo rende quello che è, e che nel cuore della gente appare come fonte stessa del bene di vivere. Oggi tanti sono a parole nemiche del sistema tecno-industriale, o perché troppo poco assistenziale/sociale o perché troppo poco rigoroso nel seguire la logica dello sviluppo del macchinismo, ma in realtà sono solo una claque che non gradisce determinati interpreti e dal loggione fischia e lancia ortaggi. Sono quelli che alla fine della sceneggiata tornano a casa in auto e la considerano un bene non patteggiabile, che misurano la povertà sulla base di quanto è pieno il frigo e che mai rinuncerebbero al ricovero in ospedale e alla operazione al cuore. In poche parole, degli entusiasti spettatori della rappresentazione scenica della logica del sistema, ma dei meschini critici delle scenografie, dei componenti dell’orchestra, degli attori protagonisti.
La logica profonda del sistema in cui viviamo è “più sesso per tutti” e la cosa genera un universale entusiasmo. Naturalmente viene sottaciuta la condizione primaria che rende possibile l’accesso di tutti al godimento sessuale, ovvero che ne avrai in abbondanza solo se accetterai di farti tagliare i coglioni.
Lo vediamo chiaramente quando l’accesso pressoché illimitato a beni di ogni tipo è condizionato dall’esproprio di ogni tua reale proprietà su di essi. Così potrai girare il mondo come un grande esploratore del passato, ma a patto di trasformarti in turista, la sua comica caricatura; potrai abbuffarti senza limiti al buffet del godimento, ma non potrai decidere nulla riguardo ad esso; ti diranno che sei libero senza vincoli di sorta nel scegliere in quale piscina vorrai nuotare, ma ti verrà taciuto che sono tutte eguali.
Più in generale ti diranno che sei completamente libero di fare quello che vuoi, ma solo a condizione di indossare un guinzaglio elettronico, grazie al quale, per il bene di tutti, sappiamo sempre dove sei e cosa hai fatto.
Un sistema non può essere modificato né in meglio né in peggio, giacché realizza per moto proprio il proprio meglio ed evita per moto proprio il proprio peggio, anche se gli uomini amano illudersi in merito per fanfaroneria. Ma nessun sistema è onnipotente, giacché deve confrontarsi con altri sistemi che sono estranei alla sua logica e con i quali può convivere e adattarsi solo entro determinati limiti quantitativi (ogni cosa prima o poi finisce, anche l’amore); la termodinamica non lascia scampo ad alcuna struttura organizzata, è sempre e solo una questione di tempo, dunque l’unica opzione ragionevole se ti sembra di far parte di un mondo di merda, non è immaginare un sistema fognario risolutore, ma sederti lungo la riva del fiume e aspettare il cadavere del tuo nemico, naturalmente lì seduto, dovrai rinunciare a correre sbracalato dove distribuiscono più figa per tutti.



